Giovanni Cavazzon
Sorelle mie - P.P.S Editrice – Parma, 1995

LEONARDA CIANCIULLI

Tu non lo sai
ma
quel delirio
sempre verde
l’erba saponaria
matricale
gàlega
fu Agamède
E Mestra
si trasmutava
ogni notte coniglio… quaglia… allodola
Medea
apparecchiava il calderone
sopra i rinfocolati ceppi
L’età seccaginosa
ha sdormentata in te
la maga
dal vuoto botro
Le fiuti ancora
le ghignatine
e ne indovini
i peti
lungo i perfidi
gestri
Ancora vede la tua pupilla
lo sciutto sangue
fra la farina
O
resti incerta
infelice bambina

Forse stai tutta mamma
nella tua eternità



LEONARDA CIANCIULLI (1893 - 1970) – Leonarda Cianciulli, detta “la saponificatrice”, nasce a Montello di Avellino nel 1893. Proveniente da famiglia povera che non l’amava, da bambina tentò quattro volte il suicidio. Nel 1924 sposò un impiegato di Correggio che l’abbandonò dopo venti gravidanze: otto aborti, nove figli morti e solo tre sopravvissuti, fra questi Giuseppe. Per salvare il figlio dalla guerra imminente (1940 - 1945), Leonarda immaginò che andasse celebrata una serie di sacrifici umani. Attirò nella sua casa alcune zitelle con la promessa di farle sposare e le soppresse con un colpo di scure. I cadaveri venivano bolliti in un pentolone con soda caustica e trasformati in sapone; con il sangue essiccato, mescolato alla farina e allo zucchero, cucinava ciambelle. Non si sa quale primordiale idea crudele le suggerì questi atti nefandi, ma è certo che l’amato figlio Giuseppe, arrestato come complice, evitò il fronte di guerra e forse la morte. Leonarda Cianciulli, condannata, morì a settantotto anni nel manicomio criminale di Pozzuoli. Giorgio Belledi


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